Il reparto

Le Cure Palliative sono un modello di assistenza che si rivolge alla protezione attiva e totale di pazienti la cui malattia, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione, non risponde più a trattamenti specifici.

In questa fase il sistema di cura si pone come obiettivo primario quello di salvaguardare la dignità della persona e migliorare la sua qualità di vita fino alla fine.
Perciò il malato viene preso in carico in modo globale da un’équipe multidisciplinare che tiene sotto controllo il dolore e i sintomi di malessere e disagio, sia fisico che psichico, causati dal progredire della malattia, dando sostegno anche al suo nucleo familiare.
Le cure palliative possono essere attuate sia in Hospice (Assistenza residenziale) sia a casa (Assistenza domiciliare), a seconda delle necessità del malato e della sua famiglia.
Palliative, da pallium, l’indumento che i Romani portavano sopra la tunica per coprirsi e proteggersi.
Cure, dal verbo curare inteso non nel senso di “guarire” – perché la malattia ormai non lo permette più – ma di “avere cura”, cioè di proteggere e assistere con attenzione il paziente in tutte le problematiche fisiche e psicologiche che insorgono per lui e per la sua famiglia nella fase finale della malattia.

Il Centro Hospice MyLife è accreditato, sia per l’assistenza in hospice che domiciliare, con il Servizio Sanitario Regionale, senza alcun onere per i pazienti.

Call Center Hospice

TEL. 0761/528140
FAX 0761/528400
email: call.center.hospice@casadicuranepi.it

COME RICHIEDERE IL RICOVERO DOMICILIARE O RESIDENZIALE

Per avere accesso alla nostra assistenza si deve scaricare dal sito o chiedere all’Accettazione dell’Hospice il modulo di “Richiesta di presa in carico”.

Il modulo – compilato e firmato dalla famiglia e dal medico curante (ospedaliero o di base) – va consegnato all’accettazione dell’Hospice o inviato via fax al numero 0761-528400.

Il modulo è lo stesso sia per l’assistenza residenziale sia per quella domiciliare e si deve barrare la casella con la preferenza.

Nel modulo vi è il consenso alla richiesta di ricovero Hospice che deve essere firmato anche dal paziente, ma in caso di non conoscenza della prognosi da parte del malato o di impossibilità ad apporre la firma, può essere firmato anche da un familiare.

Il modulo di richiesta di presa in carico è lo strumento attraverso il quale la struttura sanitaria ed il paziente si scambiano le informazioni necessarie per avviare la presa in carico. Tale modulo essendo articolato e completo, mette in evidenza la situazione clinica del paziente ed in modo particolare i sintomi e i problemi emergenti che permettono di identificare e giustificare la presa in carico del paziente stesso.
Più in particolare:
• La struttura informa il paziente, i suoi medici e i familiari della natura stessa dell’Hospice che esclude terapie causali ed accertamenti diagnostici che devono essere obbligatoriamente completati prima della accettazione del paziente.
• I richiedenti la presa in carico dichiarano a loro volta che, secondo scienza e coscienza, non esistono ulteriori interventi terapeutici che possano risultare utili al decorso della malattia.
Qualora il paziente non sia informato compiutamente della propria condizione e prognosi, e qualora i familiari desiderino mantenere il paziente in tale stato di incompleta cognizione, possono farne esplicita richiesta al personale del reparto Hospice, assumendosi ovviamente tutte le responsabilità per aver privato il paziente di informazioni alle quali avrebbe avuto diritto. Nel modulo di consenso informato è presente una precisa informazione a tale riguardo.

Il medico responsabile dell’Hospice esegue un primo accertamento per il controllo del possesso dei requisiti necessari all’accettazione che sono essenzialmente:

1) Diagnosi accertata di malattia in fase avanzata a prognosi infausta oncologica o non
2) Assenza di ulteriori interventi terapeutici anche solo potenzialmente utili al fine del prolungamento della sopravvivenza;
3) Quadro clinico-sintomatologico Severità dei sintomi e necessità di cure palliative e di supporto, necessità assistenziali che giustificano l’attivazione della assistenza; tali informazioni devono essere già presenti nella scheda di richiesta di presa in carico
4) Prognosi di sopravvivenza limitata, ragionevolmente non superiore a sei mesi sulla base delle evidenze cliniche pregresse

Per i posti residenziali in Hospice dovranno essere inoltre presenti le seguenti condizioni:
− Non idoneità della famiglia e/o dell’abitazione per intraprendere una assistenza domiciliare
− Non idoneità temporanea della famiglia ad assistere il malato per eccessivo carico psico-fisico (respite care)
− Assenza di un familiare di riferimento
Per l’assistenza domiciliare dovrà esser inoltre presente la seguente condizione:
− Presenza di un familiare di riferimento (caregiver) per il reale concretizzarsi delle terapie e dell’assistenza a domicilio.

PALLIATIVE SIMULTANEOUS CARE

(delibera del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2010)

Poiché il malato in fase evolutiva esige di evitare interruzioni assistenziali nel passaggio dalle terapie attive specifiche ai soli trattamenti sintomatici, così come il passaggio in carico da un’equipe ad un’altra equipe di cura, da alcuni anni presso alcuni centri di Assistenza residenziale in Hospice della regione Lazio, in stretta collaborazione con le Unità Operative di Oncologia Medica, di Radioterapia Oncologica e di Ematologia di alcuni Poli Oncologici, vengono discussi i casi in cui c’è l’indicazione alla Radioterapia palliativa e alla Chemioterapia palliativa, per il controllo dei sintomi e per la presa in carico puntuale dei pazienti, sviluppando il modello del “Palliative Simultaneous Care”.

Questo modello garantisce la continuità assistenziale e attribuisce alle Cure Palliative il medesimo rilievo dei trattamenti attivi nel percorso di malattia, già al momento della diagnosi, ed ha come obiettivo:
- La precoce presa in carico da parte dell’equipe di Cure Palliative che seguirà il paziente a domicilio o in struttura
residenziale, già durante le cure attive
- La risposta concreta agli innumerevoli bisogni che il malato esprime durante l’evoluzione della malattia, ma allo
stesso tempo, una modalità concreta per dare risposte rapide a pazienti polisintomatici e ridurre le liste d’attesa
- La riduzione dei ricoveri ospedalieri alle strette necessità cliniche con riduzione dei tempi di degenza e
conseguentemente dei costi e facilitare deospedalizzazione con un “affidamento” già in fase precoce del malato alle
Cure Palliative.

IDONEITA’

L’accesso all’hospice come da normativa vigente è diretto, la domanda viene esaminata dall’Unità Valutativa dell’hospice, composta da nostri medici ed inviata alla ASL territorialmente competente (ASL VT) che gestisce la nostra lista d’attesa, i medici dell’Unità valutativa multidimensionale della ASL di VT danno l’idoneità al ricovero Hospice residenziale o domiciliare.
I tempi per il ricovero nell’Hospice o per l’assistenza domiciliare variano a seconda della disponibilità dei posti (30 posti residenziale e 120 posti domiciliare). L’Assistente Sociale del nostro Hospice comunica la disponibilità all’assistenza direttamente al domicilio del paziente contattando i familiari o all’ospedale presso cui è ricoverato.

Assistenza domiciliare

Prima della presa in carico del paziente, il Coordinatore medico dell’équipe incontra la famiglia del malato per raccogliere tutte le informazioni cliniche necessarie (documentazione medica, analisi, effettua richiesta farmaci compilando l’apposito modulo richiesta farmaci e valutando i presidi da richiedere necessari per l’assistenza) conoscere la famiglia, individuare all’interno della famiglia una persona di riferimento – il Caregiver – che partecipi a tutto il percorso assistenziale e decidere l’organizzazione dell’attività di assistenza.
Se è necessario il Coordinatore medico può chiedere l’intervento dell’Assistente Sociale.
Quando il malato è preso in carico l’équipe si attiva per le visite a domicilio sulla base della stesura del Piano assistenziale individualizzato concordato con il responsabile Hospice in base alle esigenze del paziente.
Vengono effettuate medicazioni, cambi cateteri, terapie infusionali, nutrizione enterale e parenterale ed ogni altra prestazione stabilita dai LEA. Vengono istruiti ed affiancati i familiari addetti all’assistenza al malato.
I medici sono a disposizione tutti i giorni, domenica e festivi compresi, 24 ore su 24. Durante la notte è attivo il servizio di reperibilità notturna che si attiva chiamando il numero delle urgenze che verrà consegnato ai familiari al momento della presa in carico dove avverrà un primo contatto telefonico con un medico di reparto e successivamente se necessario valutato l’effettivo bisogno di urgenza sul territorio contatto il medico reperibile di turno ed inviato al domicilio del paziente.

Fornitura Farmaci e Presidi
I farmaci e la maggior parte dei presidi vengono forniti dalla ASL di VT o dalla ASL di residenza del paziente sulla base della farmacopea dell’Hospice.
Il medico palliativista può attivare l’erogazione dell’Ossigeno domiciliare con richiesta alla ASL di VT (al servizio di pneumologia dell’ospedale di Civita Castellana), che dopo aver verificato la congruità della richiesta, provvede all’inoltro di quanto richiesto tramite le aziende convenzionate.

ANALISI CLINICHE

Il laboratorio della Struttura, dedicato alle persone che usufruiscono dei servizi del Centro, svolge indagini utili alla valutazione dello stato clinico del paziente, rilasciando i referti direttamente ai medici della Struttura. Si tratta di laboratorio di chimica clinica e batteriologia,

SERVIZI DI RADIOLOGIA

La struttura mette a disposizione dei pazienti in assistenza Hospice un servizio di radiologia di base completamente gratuito.

FISIOTERAPISTI

L’Hospice mette a disposizione un servizio di riabilitazione (con fisiatra,fisioterapisti e palestra), per tutti i pazienti in carico sia in regime residenziale che a domicilio.

PSICOLOGHE

Il supporto psicologico offre al paziente l’opportunità di condividere e rielaborare emozioni, pensieri e bisogni che si alternano in questa particolare fase della vita.
Permette e facilita la verbalizzazione di pensieri negativi e il contenimento dei conseguenti emotivi.
L’assistenza psicologica domiciliare si caratterizza per una prima visita da parte dello psicologo entro le 72 ore dalla presa in carico del paziente.
Attraverso un primo colloquio lo psicologo raccoglie informazioni sulle condizioni generali, sullo stato emotivo e cognitivo del paziente e il livello di consapevolezza della diagnosi e della prognosi; verifica la presenza di problemi all'interno del nucleo familiare che possano interferire con l'assistenza domiciliare, le competenze e le attitudini dei familiari a collaborare con gli operatori sanitari in merito ad aspetti organizzativi, il loro atteggiamento nei confronti del pregresso percorso clinico, la capacità di ascoltare e rispettare le scelte del paziente e di sostenere l’impatto emotivo, la presenza di conflitti intrafamiliari.
Un’analisi familiare permette di verificare la presenza di eventuali fattori di rischio sia nel corso dell'assistenza che, in prospettiva, a seguito della morte del paziente.
Queste informazioni vengono raccolte in una “scheda di osservazione e valutazione psicologica” che viene allegata alla cartella clinica del paziente.
Tenendo conto di questi diversi aspetti ed evidenziando eventuali negatività, l'intervento dello psicologo si concretizza nella possibilità di contenere sofferenze e stress intrapersonale ed interpersonale, favorire l’adattamento alle difficoltà e ai limiti imposti dalla malattia, creare spazi di comunicazione tra i familiari e l'équipe e tra i familiari ed il malato, favorire la formazione di atteggiamenti e stili di intervento più adattativi.
Lo psicologo si reca dal paziente una volta a settimana per un totale di 3 accessi mensili in base al piano assistenziale individualizzato redatto con il responsabile della struttura.

CONSULENTI

Vi e’ poi una serie di consulenti specialisti ( neurologo, cardiologo, otorino, dermatologo, ginecologo, chirurgo, oncologo ) che vengono periodicamente nella struttura a disposizione delle esigenze dei pazienti sia ricoverati che domiciliari, ovvero possono essere chiamati a consulto quando ritenuto opportuno dai medici di reparto.

VOLONTARIATO

I volontari svolgono attività socio-assistenziali di sostegno alle persone accolte nella nostra struttura sanitaria, appositamente formati da un responsabile, che ne valuta le competenze e trasferisce le conoscenze necessarie a ricoprire il ruolo gestendo la relazione d’aiuto con gli ospiti e i loro familiari.

Hospice Residenziale

Dal punto di vista dell’organizzazione l’Hospice Residenziale è una struttura di accoglienza che ha in parte le caratteristiche della casa e in parte quelle di una struttura sanitaria.
La sua filosofia infatti è di “sostituire la casa” del malato dando ai familiari un sollievo dal carico assistenziale quando non sono in grado di farlo da soli e fornendo supporto e attenzione a chi si trova in fase di malattia avanzata, per consentirgli comunque di vivere in pienezza e dignità e nel modo più confortevole possibile.
L’Hospice è organizzato in modo da garantire il benessere psicologico e relazionale della persona e dei suoi familiari: comfort ambientale, sicurezza nell’utilizzo degli spazi, tutela della privacy e facile accessibilità.
Ogni stanza ha il bagno privato e ospita un solo paziente, con un letto aggiuntivo o una poltrona letto per una persona di sua fiducia che può rimanergli accanto giorno e notte.
L’assistenza sanitaria medico-infermieristica è assicurata 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.